Le Tonnare di Carloforte: una storia lunga quattro secoli
La storia delle Tonnare di Carloforte comincia nel 1654, quando il re di Spagna Filippo IV concesse al banchiere genovese Gerolamo Vivaldi la gestione di tutte le tonnare della Sardegna, allora patrimonio della Real Corona.
Fu l’inizio di un’avventura imprenditoriale e umana destinata a lasciare un segno profondo nella cultura e nell’economia di quest’isola.
Nel 1671, Vivaldi acquisì ufficialmente le tonnare e decise di fondare a Portoscuso un opificio innovativo in cui rivoluzionare la lavorazione del tonno.
Da Pastorino a Greco: una storia di famiglie, territorio e visione

Con l’Unità d’Italia, il testimone passò a Pasquale Pastorino.
Fu lui a capire che per salvaguardare la produzione bisognava guardare avanti: costruì così sull’isola di San Pietro un nuovo stabilimento, più moderno e salubre, per superare i problemi igienici legati alla malaria che avevano colpito il vecchio impianto.
Era la fine dell’Ottocento, e la Tonnara Carloforte diventava già un punto nevralgico per l’economia della pesca in Sardegna.
Negli ultimi decenni, la sopravvivenza delle Tonnare si deve soprattutto alla Famiglia Greco.
In particolare, l’avvocato Salvatore Greco ha giocato un ruolo centrale nel salvaguardare non solo l’attività di pesca, ma anche l’identità culturale e ambientale legata alla tonnara fissa.
Greco non è stato solo un amministratore: è stato un custode appassionato delle pratiche secolari, un ponte tra passato e futuro.
Ha difeso con forza il metodo tradizionale della tonnara fissa, opponendosi alla deriva industriale e promuovendo una pesca sostenibile, compatibile con la biodiversità del Mediterraneo.
Oggi, la famiglia continua questa missione con la stessa dedizione: ogni stagione, ogni rete calata in mare, ogni barile riempito racconta un frammento della loro storia.
Guardando al futuro, radicati nel passato

Le Tonnare di Carloforte sono la testimonianza vivente di un modo di vivere il mare, il lavoro, la tradizione.
Un’eredità che passa di mano in mano, di generazione in generazione, senza mai perdere la propria anima.
Oggi questo percorso continua con lo stesso spirito con cui è iniziato: rispetto per la natura, attenzione per le persone, amore per un mestiere antico che guarda avanti, senza dimenticare da dove viene.