La Croce di San Giorgio: il legame storico tra Carloforte e Genova

Chi visita le nostre Tonnare o osserva con attenzione il nostro logo nota immediatamente una croce rossa su sfondo bianco.

È la bandiera di San Giorgio, simbolo della Repubblica di Genova

Anche se geograficamente e giuridicamente siamo in Sardegna, questo fazzoletto di terra di 50 chilometri quadrati rappresenta a tutti gli effetti un’enclave culturale ligure in mezzo al mare.

Lingua, cucina, architettura e tradizioni: qui tutto ricorda Genova, tanto che dal 2004 Carloforte ne è comune onorario.

L’Epopea Tabarchina: da Pegli a San Pietro

Le radici di questa comunità affondano precisamente nel 1540.

In quell’anno, un gruppo di audaci pescatori e commercianti abbandonò Pegli, in Liguria, per stabilirsi sull’isola tunisina di Tabarka, allora ricca di corallo.

Per quasi due secoli la colonia prosperò in terra d’Africa ma, all’inizio del Settecento, l’esaurimento dei banchi corallini e le violente incursioni dei corsari costrinsero i tabarchini a cercare una nuova patria.

La svolta arrivò nel 1738 grazie a Carlo Emanuele III di Savoia che diede il permesso a 462 coloni di popolare l’allora deserta Isola degli Sparvieri, l’odierna San Pietro, trasformandola in un avamposto fortificato contro la pirateria.

In segno di gratitudine verso il monarca, l’insediamento prese il nome di Carloforte (Forte di Carlo), e la statua del re venne eretta in Corso Battellieri, dove tuttora domina il lungomare.

I coloni modellarono l’isola con terrazzamenti agricoli, riattivarono le saline a sud del borgo e svilupparono una formidabile rete commerciale, trainata fin da subito dalla pesca del tonno.

Tra dialetto e cucina

Nelle vene dei 6.400 abitanti odierni scorre quindi un mix unico di sangue ligureafricano sardo.

La testimonianza più fiera di questo passato resta il tabarchino, un idioma che conserva la purezza del genovese antico, lo stesso che Fabrizio De André scelse di studiare per comporre le atmosfere dell’album “Crêuza de mä”.

Anche la tavola carlofortina opera come una vera macchina del tempo gastronomica, custodendo varianti arcaiche di ricette liguri ormai sbiadite nella penisola.

Il punto d’incontro definitivo tra la Liguria e San Pietro avviene però attraverso il Tonno Rosso di corsa

Da questo connubio nascono capolavori come il Pasticcio Carlofortino, dove la pasta accoglie il pesto genovese, la salsa di pomodoro e la saporita buzzonaglia di tonno, o il Pesto alla Carlofortina, esaltato da tonno e pomodorini freschi.

Scegliere il nostro Tonno Rosso, pescato e inscatolato esclusivamente a Carloforte, significa portare a tavola il rigore, l’orgoglio e il sapore autentico di un’isola ligure che ha scelto il mare di Sardegna come sua dimora eterna.